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ROMA, 9
Ottobre 2003
Al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio
Via Cristoforo Colombo 44 00147 ROMA
Fax 06 57228468
- Serv. Cons. della Natura-Autorità di Gestione CITES
Via Capitan Bavastro 174 00154 ROMA
Fax 06 57228468
- Segreteria della Commissione Scientifica CITES
Via Capitan Bavastro 174 00154 ROMA
Fax 06 57228278
Al Ministero Delle Politiche Agricole e Forestali
Corpo Forestale Dello Stato-Servizio CITES Centrale
Via G. Carducci 5 00187 ROMA
Fax 06 48905507
Al Ministero delle Attività Produttive
Via Molise 2 00187 ROMA
Fax 06 47887964
Oggetto:
Punto 1- PROBLEMI TESTUDO EUROPEE
Punto 2- PROBLEMI Annesso 3 - ampliamento e semplificazioni
Punto 3- CONSIDERAZIONI su Proposta di Modifica legge 150/92
Punto 4- SANZIONI
Gentile
Dottore,
L'AISAD, considerate la complessità della normativa concernente le
questioni in oggetto, nonché le problematiche emerse dall'applicazione
delle relative procedure, si fa promotrice di una proposta di modifica
delle disposizioni in essere.
D'altra parte, a suo tempo, il decreto 3 maggio 2001 aveva imposto il
registro di carico e scarico a tutti i settori, mentre, dopo soli otto
mesi, il decreto 8 gennaio 2002 ha esentato dalla tenuta del Registro i
dettaglianti di borse, scarpe, pellicce, statuine, oggettistica in genere;
chi effettua la vendita di caviale, poi, non solo è stato esentato dalla
tenuta del Registro, ma anche dal rilascio di alcuna certificazione di
provenienza.
A nostro modo di vedere, le disposizioni in materia non possono non tener
conto che il SELVATICO è cosa diversa dal DOMESTICO. La CITES ha
lo scopo di tutelare le specie di flora e fauna selvatiche
minacciate di estinzione.
Solo prevedendo deroghe e semplificando le procedure di legge si incentiva
il domestico, tutelando, nel contempo, il selvatico.
Ormai da tempo gli operatori del settore sono in difficoltà nel reperire
animali comuni allevati, dedicandosi ad altre specie in esenzione: in
questo modo avremo un numero eccessivo di animali di alcune specie, mentre
altre andranno estinte.
Il futuro, a nostro avviso, non è legato alla quantità, ma alla qualità
e varietà delle specie allevate.
Punto
1 - PROBLEMI TESTUDO EUROPEE
Da pochi
giorni si è conclusa la seconda edizione della mostra di tartarughe
terrestri a Cesenatico, Tartarughe Beach 2003, un evento
straordinario, unico nel suo genere a livello Europeo, con una presenza
di 10.000 persone venute da tutta Italia: ciò dimostra che
l'interesse per questi animali è notevole, compreso quello dei più
piccini.
Va ricordato che, dalla sanatoria del 1994, non sono più stati
rilasciati CITES, causando un danno sotto tutti i punti di vista.
La nuova circolare ministeriale in materia fissa procedure
particolarmente complesse e laboriose, vanificando l'interesse
generale degli allevatori, che cosi si limitano alla sola denuncia di
nascita, continuando a smistare migliaia di animali simulando la
donazione.
Dal 1994, infatti, gli operatori commerciali attendono di poter reperire
tartarughe da commercializzare, mentre, da parte loro, molti allevatori
sostengono di non essere disposti neppure a farle nascere, non avendo più
sbocchi di collocazione. D'altra parte, aumentano le richieste di
appassionati che vorrebbero acquistarne e non le trovano o, quando le
reperiscono presso gli allevatori, che potrebbero solo donarle, si sentono
fare delle richieste di anche 350 euro per ciascun animale.
Visto il sondaggio di Tarta Club Italia, dal quale risulta una
presenza di testuggini terrestri in cattività nei giardini Italiani
stimata in oltre 5 milioni di esemplari, AISAD ritiene di potersi
spingere oltre, sostenendo che il numero è sicuramente superiore e che
quindi è necessario e urgente intervenire sulle norme in vigore
regolamentando il settore con la massima semplificazione.
Va poi evidenziato che il mercato illegale di tartarughe terrestri è
concentrato sui soggetti selvatici adulti. Dunque, considerato che dal
1994 è sempre stata denunciata la nascita degli esemplari regolari, il
domestico fino ad una età di cinque anni non contrasta in nessun modo con
gli aspetti di illegalità, ravvisandosi, a maggior ragione, l'esigenza di
una semplificazione della procedura.
L'AISAD, vista la proposta di modifica delle procedure predisposta
dall'Associazione Tarta Club Italia, dichiara di condividerne il Metodo
tecnico, e pertanto chiede:
1- Esenzione
registro carico/scarico e previsione di una scheda allevamento
molto semplice, consegnata una tantum, per allevatori e
commercianti, col solo obbligo di denuncia nascite e decessi e marcaggio
con vernice per ceramica e vetri, come da proposta tecnica del Tarta Club.
Al momento della vendita compilazione del foglio di cessione. Questa
procedura a valere per i soggetti fino ai 5 anni; poi si provvederà ad
effettuare le 2 foto identificative che verranno allegate al documento
CITES, con rinnovo delle stesse ogni 5 anni e vidimazione dell'ufficio
CITES.
2- Rilascio, entro 10 giorni, dei certificati da parte degli uffici
CITES territorialmente competenti a tutti gli allevatori che abbiano
compilato la scheda allevamento e regolarmente denunciato le nascite.
3- Nessuna imposta. Siamo contrari alla richiesta dell'imposta di
euro 15,49, in quanto un allevatore va sostenuto per il suo fondamentale
ruolo di salvaguardia delle specie. Si propone venga rilasciato un attestato
ad ogni allevatore autorizzato: in questo modo tutto il sommerso verrà
portato alla luce, emergendo il fatturato disperso dal 1994, con vantaggi
sicuri anche per lo Stato Italiano.
Punto
2 - Problemi Annesso 3 - ampliamento e semplificazioni
Vista la
complessità delle procedure e considerato che si tratta di animali il cui
prelievo in natura risulta inesistente, è necessario ed urgente che
l'Annesso 3 venga ampliato e che siano adottate tutte le
semplificazioni.
AISAD CHIEDE:
1- Ampliamento
Annesso 3: si è predisposto un elenco ristretto, che raggruppa le
specie più comunemente allevate sul nostro territorio (si allega elenco
già fattovi pervenire il 27/01/03).
2- Esenzione registro carico/scarico su Annesso 3; obbligo di compilare
scheda allevamento ( Annesso 2 ) da consegnare una tantum; obbligo di
denuncia nascite.
PUNTO
3 - Considerazioni su proposta di modifica Legge 150/92
AISAD
CHIEDE:
che si
tenga conto delle problematiche di gestione di tutto il comparto
commerciale, impegnandosi a semplificare le procedure sul prodotto
interno Domestico Allevato, che in tal modo sarà incentivato,
riducendosi il bracconaggio sul selvatico/illegale.
Sin da oggi AISAD si rende disponibile a partecipare ad un Tavolo
istituzionale intorno al quale sieda chiunque, esponenzialmente, possa
contribuire al buon esito dei lavori.
PUNTO
4 - SANZIONI
Le
sanzioni applicate ad allevatori, amatori e negozianti, corrispondenti a
3.098,00 euro, si sono rivelate un disastro. Per effetto del passaparola
molti allevatori hanno interrotto di coltivare il loro hobby e numerosi
negozi hanno addirittura chiuso. E' inammissibile che la sanzione
prescritta sia uguale per tutti i casi di infrazione, senza prevedere le
debite differenze (ad esempio, c'è certamente differenza tra chi viene
sorpreso senza Registro e chi, pur tenendo il Registro, non ha trascritto
le nascite sullo stesso entro i termini, o ancora ha compilato il Registro
commettendo semplici irregolarità formali).
Si tratta, in ogni caso, di meri inadempimenti documentali, i quali poco
hanno a che fare con l'obiettivo della CITES, che ha come scopo precipuo
il controllo del commercio internazionale di flora e fauna selvatica.
AISAD
CHIEDE:
REVISIONE
del sistema Sanzionatorio e SANATORIA delle infrazioni contestate dopo
l'istituzione del Registro di carico e scarico, ovvero RIDUZIONE delle
relative sanzioni amministrative.
§§§
L'Associazione
AISAD, infine, ritiene che ogni soluzione del problema debba essere
ricercata nelle appropriate sedi Istituzionali e perseguita mediante
l'audizione degli Organismi scientifici e delle parti sociali ed
economiche interessate.
Attendendo un cortese riscontro, desideriamo ringraziarLa per l'attenzione
prestata, augurandoLe buon lavoro.
Distinti
Saluti,
il Coordinatore Nazionale
Virgilio Camillini
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