AVIARIA
L'Aisad chiede indicazioni chiare e responsabili

Stiamo assistendo ad una campagna di informazione estenuante e confusa, non sempre rispondente al vero, che provoca allarmismo e psicosi, danneggiando tutti gli operatori economici coinvolti.
Oggi, in Italia, l’influenza aviaria è ancora un problema strettamente veterinario (va ricordato che in tema di prevenzione siamo ai primi posti), ma vengono diffuse informazioni ed indicazioni, anche dalle Autorità Europee, spesso contraddittorie, che generano ulteriori diffidenze.
Il 22 ottobre 2005 è stata emanata dal Ministero della Salute, l’Ordinanza per combattere il rischio dell’influenza aviaria, che dispone l’intensificarsi del monitoraggio sulla fauna selvatica e domestica e vieta lo svolgimento di mostre, mercati, fiere e qualsiasi altro concentramento di avicoli o pollame.
Questo, ed altri provvedimenti, adottati in base al principio di precauzione e di tutela della salute pubblica, presentano anche aspetti problematici, non solo per i danni economici che ne derivano.
Il blocco delle importazioni alimenterà ancora di più il commercio illegale che sfugge ad ogni controllo. Il divieto di tenere fiere o altre manifestazioni, nelle quali sono presenti solo volativi nazionali supercontrollati, causerà ulteriore allarmismo tra la popolazione.
Le Regioni, in base nell’Ordinanza del Ministro, hanno il potere di deroga dal divieto, dopo avere valutato il rischio di diffusione dell’influenza aviaria.
Molte Regioni, interpellate dall’AISAD, hanno mostrato attenzione in tal senso e noi auspichiamo di poter collaborare costruttivamente per limitare a zero ogni rischio, permettendo un controllato e sicuro svolgimento delle nostre attività, anche tenendo conto delle affermazioni degli esperti del Centro Europeo per la prevenzione ed il controllo delle malattie (ECDC) e del parere del Dottor Mauro Delogu, del Dipartimento di Sanità pubblica Veterinaria e Patologia animale dell’Università di Bologna che ribadiscono la necessità di evitare inutili allarmismi.

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