Ancora troppe tasse per cani e gatti
di Oscar Grazioli

27 Marzo 2009 - L'Unione Europea ha approvato un documento che supporta gli sforzi mondiali al fine di ottenere sostegno per una dichiarazione sul benessere degli animali. Questo accade presso il Consiglio europeo, settore "agricoltura e pesca", dove gli stati membri dell'Unione, che già hanno consolidato il principio del benessere con un protocollo allegato al trattato di Amsterdam, si sono trovati in pieno accordo sulla necessità di uno sforzo, da parte di ogni nazione, per garantire a livello internazionale maggiore protezione e rispetto del benessere degli animali, in quanto esseri senzienti". Esso riguarda in particolare i"settori dell'agricoltura, dei trasporti, del mercato interno e della ricerca.
Il protocollo ha come obbiettivo le cosiddette "cinque libertà": libertà da fame, sete malnutrizione, da paura e ansia, da disagio fisico e termico, da dolore, ferite e malattie. Infine liberà di esprimere modelli di comportamento normali. Il benessere degli animali, hanno sostenuto al Consiglio, si rifletterebbe poi anche sulla salute umana, specie per quanto riguarda i diritti degli animali allevati per il consumo di carne ad una vita dignitosa.
Personalmente mi fa molto piacere che si pensi così in grande: benessere internazionale, vita dignitosa per gli animali che finiscono in macello, vita onorevole per gli animali degli zoo e dei circhi, il tutto neanche confinato a livello europeo, ma addirittura mondiale. Figuriamoci paesi come la Cina, dove vi servono nel piatto il cervello di una scimmietta appena decapitata davanti a voi o dove esistono decine di famigerate fattorie della bile, quanto gliene può fregare del Consiglio agricolturale e piscicolturale dell'Unione Europea.
Sarei molto più soddisfatto di pensare più in piccolo, ma con maggiore concretezza di risultati. Ho appreso pochi giorni fa, all'atto della detassazione di alcuni lavori artigianali, che il ministro Tremonti si è ulteriormente rifiutato di prendere in considerazione non solo l'abolizione, ma anche un semplice abbassamento dell'Iva sulle prestazioni veterinarie e sul petfood (cibo per animali d'affezione). Motivo? Il solito. Dobbiamo attenerci alle regole comunitarie. Dimentica il ministro che l'Italia paga triliardi di euro in multe per dimenticarsi continuamente di regole comunitarie (vedi quote latte) e che ne prende esempio soltanto quando pare e piace a questo o a quel ministero.
Come poi faccia la Spagna, che mi risulta sia nell'Unione Europea, ad avere un'IVA del 7% anziché del 20, sulle prestazioni veterinarie è un mistero che lo stesso ministro forse potrebbe svelarci. Anche nella California del duro Schwarzenegger, le proteste di cittadini a amanti degli animali, hanno costretto il governatore ad azzerare le tasse su tali prestazioni che sono a tutti gli effetti "sanitarie". Intanto il ministro ha detassato i parrucchieri. Buon per loro e per le chiome nostre che valgono sicuramente più di Fido e Silvestro.

BACK