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SANTARCANGELO -
(db) “E’ stato un successo di pubblico, di partecipanti e anche
e soprattutto per la Romagna”. Così Francesco Rosa, responsabile
regionale della F.O.I. (Onlus Federazione Ornicoltori Italiani)
ha salutato ieri i medagliati romagnoli che si sono dati
appuntamento al Tutto Zoo Magasin di Virgilio Camillini per una
cerimonia “iridata”. Il successo è ovviamente quello riportato a
casa dagli appassionati ai recenti mondiali di ornitologia
(57esima edizione) svoltisi a Piacenza, dove “la Romagna si è
distinta come la zona con la più alta media di medagliati”, ha
annunciato Rosa, “con 43 ori, 28 argenti e 30 bronzi”.
Cinque le associazioni romagnole sul podio: l’Associazione
Adriatica Allevatori, l’Associazione Ornitologica Cesenate,
l’Associazione Ornitologica Faentina, l’Associazione Romagnola
Canarini, l’Associazione Ornitologica Romagnola.
Numeri da capogiro, invece, per la manifestazione: 3215
espositori (il 70% italiani), 28.000 esemplari esposti, 108
giudici, 10.000 visitatori paganti ai quali si vanno ad
aggiungere più di 8.000 ingressi omaggio. “Non so qual è la
nostra quota nel Pil”, ha detto Rosa, “ma sicuramente
incidiamo”.
L’inciso è rivolto alle istituzioni e anche alla cittadinanza,
perché dietro a questo movimento, fatto per lo più di
appassionati, “c’è una normativa molto complessa e poco chiara”,
ha spiegato Camillini, nella veste di presidente nazionale dell’Aisad
(Associazione Italiana Imprese Settore Animali Domestici). “Non
chiediamo e non abbiamo mai chiesto soldi, ma regole e normative
più certe, perché, solo per citare un dato, solo il 10% del
transito degli animali da compagnia in Italia è gestito da
allevatori, appassionati e imprese, quindi una grandissima
percentuale del mercato costituisce un mondo sommerso, con tutti
i suoi problemi conseguenti”. “Noi”, ha ribadito Camillini, “non
solo dimostriamo un impegno delle persone, gli hobbisti ad
esempio, svolgendo anche una funzione sociale se vogliamo, ma
ribadiamo che questo mondo, degli animali da compagnia, dà anche
un discreto business, crea un indotto, dà lavoro a tante
persone”. Ma quello che viene prima di tutto “è l’igiene: la
certificazione di tutta la filiera è essenziale per garantire
sicurezza sia dell’animale che dell’uomo. E questo avviene solo
per gli animali la cui tracciabilità è riconoscibile”. Da un
successo quindi già messo in bacheca (i mondiali) ad un altro,
forse ancora più difficile:“Una normativa più semplice e più
chiara, speriamo”, dicono Camillini e Rosa, “che le istituzioni
diano riconoscimento al successo di questo movimento e risolvano
le questioni, che sono tante”.
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