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Si
è svolta il 30 novembre, a Roma, l’annunciato Convegno Nazionale
promosso dall’AISAD, durante il quale è stata presentata la ricerca
dell’SWG di Trieste “Canali e modalità di acquisto degli animali
domestici da compagni”, illustrata dalla dott.ssa Elisa Simsig
ricercatrice SWG.
I lavori si sono aperti con il saluto del Presidente Nazionale della
Confesercenti, Dott. Marco Venturi, che ha tratteggiato le complesse
sfaccettature professionali dell’operatore del settore, il cui
profilo comprende e racchiude diverse attitudini, capacità
commerciali ma anche la cura e l’attenzione per il benessere degli
animali e non ultimo la tutela della legalità e il rispetto delle
norme nazionali e internazionali che vincolano il comparto.
La Confesercenti, ha concluso il Presidente Venturi sarà al fianco
dell’AISAD per sostenere le iniziative e le giuste richieste della
categoria.
Dopo la relazione introduttiva del Presidente Nazionale Virgilio
Camillini, la Dott.ssa Valeria Fedele, dell’Ufficio Legislativo
della Confesercenti ha illustrato con l’aiuto di numerose slides,
gli aspetti normativi che regolano il settore, sottolineando le
carenze legislative e le auspicate modifiche.
Sono seguiti gli interventi dei Relatori: Dott. Giuseppe Diegoli
Servizio Veterinario Benessere Animale Regione Emilia Romagna, Dott.
Marco Melosi Medico Veterinario ANMVI Associazione Nazionale Medici
Veterinari Italiani, Ing. Enrico Banfi FOI Onlus Federazione
Ornicoltori Italiani, Dott.ssa Paola Pierucci Vicepresidente AIPA
Associazione Italiana Pesci Acquari e Dott.ssa Maria Pia
Strappagalli Direttore Prionics Microchip, che hanno ampiamente
illustrato le problematiche specifiche del loro settore, ampiamente
connesse con l’attività delle imprese del settore animali domestici
da compagnia.
In rappresentanza delle Istituzioni sono intervenuti la Dott.ssa
Gaetana Ferri - Direttore Generale della Direzione Generale della
Sanità Animale del Ministero della Salute, l’Ing. Ciro Lungo -
Direttore Corpo Forestale dello Stato Servizio Centrale Cites e i
Marescialli Samuele e Sacchi, in rappresentanza del Gruppo operativo
G.A.T. della Guardia di Finanza.
Le Istituzioni, hanno tutti convenuto, sono oggi sensibili alle
esigenze degli operatori, e nei limiti delle imposizioni normative
spesso farraginose ed eccessivamente burocratiche, si impegneranno
ad affrontare le richieste della categoria, ampiamente illustrate
dalla relazione del Presidente Camillini, che di seguito viene
trascritta. E’ anche riportato il “lancio” dell’evento da parte
delle agenzie di stampa AGI e ANSA.
La Presidenza AISAD ha inoltre deciso di predisporre gli atti del
Convegno, che al più presto saranno disponibili.
RELAZIONE
di
Virgilio Camillini
Presidente Nazionale AISAD
Associazione Italiana Imprese Settore Animali Domestici
Oggi 30 novembre 2010 è un giorno speciale perché siamo riusciti ad
organizzare questo prestigioso Convegno sul tema “Animali da
Compagnia”, oggi in Italia stimati in oltre 100 milioni di
esemplari.
Come sapete una famiglia su tre ne possiede più di uno e gli animali
sono così parte integrante del nucleo familiare.
Viste le molteplici problematiche ed emergenze che si susseguono,
AISAD – Confesercenti ha ritenuto utile commissionare una ricerca
alla SWG (Canali e modalità di acquisto degli animali da compagnia)
che verrà presentata oggi in anteprima e messa a disposizione dei
presenti, per prendere atto della realtà del mondo degli animali da
compagnia in Italia. Riteniamo che i risultati di questa ricerca
siano uno strumento utile per la categoria e per il legislatore.
Ringraziamo la dottoressa Elisa Simsig per l’impegno e l’elevata
professionalità del lavoro svolto.
Un saluto e un sincero ringraziamento a tutti Voi che ci onorate
della Vostra presenza, qui nella Sala Nori.
E’ doveroso da parte mia ringraziare anche coloro che non possono
essere presenti, per precedenti impegni, ma che mi hanno contattato,
mostrando attenzione alla nostra iniziativa.
Esprimo un ringraziamento particolare per l’interessamento al nostro
Convegno da parte del Presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano, che mi ha fatto pervenire gli auguri di buon lavoro per
la meritevole iniziativa dell’Associazione.
AISAD è stata costituita a Roma, il 22 aprile 2004.
E’ una Associazione Nazionale giovane, ma che rappresenta operatori
del settore con esperienza di intere generazioni.
AISAD si fa carico di affrontare e possibilmente risolvere i
molteplici problemi del settore PET in Italia. Sono oltre 4300
negozi specializzati, di cui oggi meno della metà trattano gli
animali vivi da compagnia. Gli altri trattano accessoristica,
mangimistica e servizi vari.
Gli addetti impegnati sono oltre 10.000. Come Presidente Nazionale,
sono molto soddisfatto, perché in questi anni sono pervenute
tantissime adesioni e apprezzamenti per il lavoro svolto dai
Presidenti delle Associazioni provinciali e regionali.
AISAD aderisce alla Confesercenti Nazionale, nata nel 1971. La
Confesercenti rappresenta circa 70 associazioni di categoria, è
strutturata su tutto il territorio nazionale, con 19 sedi regionali,
105 sedi provinciali e oltre 1000 uffici comunali e zonali, per un
totale di 250.000 aziende.
Per le piccole e medie imprese essere ben rappresentate, vuole anche
dire avere opportunità di sviluppo. Con orgoglio AISAD fa parte di
questa grande famiglia, mettendosi a disposizione degli associati su
tutto il territorio nazionale.
Un aspetto fondamentale dell’attività dell’AISAD è stata l’adozione
di un Codice Deontologico, nel quale si fissano principi condivisi,
attraverso i quali si regola l’attività e il comportamento
professionale di tutti gli operatori, che risultano così impegnati a
tutelare al massimo il benessere degli animali, nel pieno rispetto
delle normative vigenti.
L’attività dei nostri operatori, così regolata, rende credibile, sul
piano della serietà e correttezza professionale ogni rapporto con i
clienti e gli altri operatori del settore (veterinari, allevatori,
hobbysti), favorendo soprattutto lo sviluppo qualitativo delle
nostre aziende, nella piena convinzione che il futuro della
categoria non è più basato sulla quantità, ma sulla qualità.
AISAD ha inoltre elaborato una scheda di consigli utili, semplice e
sintetica, per far comprendere ai futuri acquirenti di animali da
compagnia, che è preferibile acquistare un animale con un marcaggio
a norma o una documentazione legittima, perché questo eviterà
tantissimi problemi, anche di carattere sanitario e favorirà una
tracciabilità indispensabile per raggiungere l’obiettivo di una
reale e completa anagrafe degli animali, eliminando le emergenze che
sono sotto gli occhi di tutti, in particolare abbandoni e
randagismo.
Infine la scheda fa comprendere che il marcaggio è in realtà una
carta di identità, che impegna il possessore prima, durante e dopo
la detenzione dell’animale.
Il prezioso lavoro della dottoressa Elisa Simsig, ricercatrice della
SWG-Trieste, che ha realizzato la ricerca, contribuirà a far
comprendere l’affidabilità e importanza dei vari attori della
filiera, poco conosciuti, ma preziosi per il loro lavoro. Lascio con
piacere alla dottoressa Elisa Simsig il compito di illustrare i
risultati della ricerca.
E’ necessario che AISAD, insieme alle altra Associazioni, sia
presente ai tavoli istituzionali, per il necessario lavoro di
concertazione con le Autorità di Governo e le Istituzioni Nazionali,
Comunitarie ed Internazionali, considerata la complessità delle
normative e degli interventi in materia ambientale, in particolare
del commercio di specie di flora e fauna selvatica in via di
estinzione.
Grazie alla preziosa collaborazione fra AISAD, FOI Onlus, AIPA, dopo
oltre otto anni di duro lavoro, attraverso un percorso di seria
concertazione, stanno arrivando le auspicate semplificazioni
burocratiche, poiché abbiamo dimostrato la nostra credibilità e
rispetto della legalità. Oggi possiamo continuare il percorso sulla
strada maestra della collaborazione con i Ministeri competenti,
Ambiente, Politiche Agricole e Corpo Forestale.
Infatti da poco abbiamo ricevuto e divulgato la circolare 15/2010
emanata dal Corpo Forestale che mette ordine e fa chiarezza sulle
procedure di snellimento CITES, in merito agli animali nati in
cattività.
Anche in Italia, finalmente, in applicazione delle normative
comunitarie, si riconosce e si consiglia il “marcaggio” quale
garanzia sufficiente per poter derogare agli infiniti adempimenti
burocratici che ostacolano il lavoro di chi opera.
Attendiamo con urgenza ulteriori provvedimenti in corso di esame,
che necessitano alle nostre categorie del commercio e allevamento di
animali da compagnia.
Ad esempio l’approvazione di un elenco di animali comunemente
allevati e nati in cattività. Per questi, se marcati, secondo le
disposizioni vigenti, gli operatori dovrebbero essere esentati
dall’obbligo di registrazione di carico e scarico sui registri CITES,
la cui tenuta è molto complessa, con rischi di errori formali,
puniti esageratamente.
Attendiamo con speranza ed interesse la revisione del sistema
sanzionatorio CITES. Tali sanzioni sono applicate ad allevatori,
amatori e commercianti per l’importo di ben 3.098 euro, senza alcuna
differenziazione tra errori formali e sostanziali. Esse hanno avuto
un esito disastroso.
Per effetto del passa parola, molti allevatori hanno interrotto la
loro attività così come numerosi negozi. E’ inammissibile che la
sanzione prevista sia uguale per tutte le infrazioni, senza
prevedere le necessarie differenze (ad esempio c’è certamente
differenza tra chi viene sorpreso senza registro e chi pur tenendo
il registro lo ha compilato commettendo semplici irregolarità
formali).
Si tratta comunque di meri inadempimenti documentali, i quali hanno
poco a che fare con l’obiettivo della CITES, vale a dire il
controllo del commercio internazionale di flora e fauna selvatica.
E’ stato svolto un ottimo lavoro tra AISAD, FOI Onlus e AIPA con il
Ministero Salute, in particolare con il servizio veterinario sulla
questione AVIARIA, sul regolamento di Fiere, Mercati ed Esposizioni,
sul benessere animale, sul trasporto e sulle adozioni. Anche in
questo caso le nostre Organizzazioni, con i propri associati, sono
state utili ed efficaci per un lavoro certosino di censimento e
monitoraggio e oggi vi sono, a nostro parere le condizioni per
l’applicazione di procedure ben collaudate e meno burocratiche,
applicando tecniche che consentono maggior controllo e sicurezza.
SELVATICO ILLEGALE / DOMESTICO LEGALE
Il fenomeno è simile ad una bilancia. Se un braccio aumenta, l’altro
diminuisce. Così il commercio legale (e il possesso) di un animale
da compagnia è una opportunità in meno per il selvatico/illegale.
E’ questo un patrimonio che salveremo solo se tuteliamo e
semplifichiamo il lavoro dell’hobbysta allevatore, che crea e
sviluppa un commercio sostenibile e sotto controllo.
In considerazione del fatto che i Regolamenti dell’Unione Europea
vietano sia l’importazione in Europa di volatili da gabbia, a causa
delle restrizioni imposte dall’Aviaria, sia di animali con prelievo
selvatico, sarebbe opportuno prevedere un prelievo controllato, nei
paesi di origine con la possibilità di importazioni in Europa, per
evitare inutili stragi, commesse sotto la spinta del commercio
illegale.
Ciò vale per alcune specie (vedi merli indiani, usignoli
giapponesi).
Sarebbe anche possibile prevedere la possibilità di usufruire di
deroghe, sempre sotto il controllo CITES. Dati allarmanti vengono
dalla comunità europea. In Europa le specie selvatiche a rischio
sono molte: il 42% dei mammiferi, il 15% degli uccelli, il 45% delle
farfalle, il 52% dei pesci d’acqua dolce (notizie ANSA).
Altro risvolto negativo in Italia è il messaggio informativo dei
media. Non si fa differenza tra legale e illegale, tra domestico e
selvatico, tra allevamento e bracconaggio.
L’informazione viene data in una unica modalità, e prevale sempre
l’aspetto negativo. Il ruolo della stampa e degli altri mass media
potrebbe contribuire, attraverso una informazione più completa, a
sviluppare una cultura e una consapevolezza tale da garantire un
reale benessere animale.
Sono allarmanti le notizie (che risalgono già al 2005) che
denunciano il traffico illegale di animali esotici via Internet, che
è la nuova frontiera del commercio illegale. Per ogni specie
esotica, spesso in via di estinzione esiste sempre un sito o una
chat room dove trafficanti e clienti si incontrano.
Il giro di affari di questo mercato mondiale raggiunge la cifra
record di 5-6 miliardi di dollari l’anno.
Si sa che i pagamenti avvengono tramite bonifico, ma non si ha
alcuna informazione sulla provenienza degli animali.
Si assiste quindi ad un vero boom del traffico illegale on line, e
addirittura ad un incremento dell’uso del canale postale per la
spedizione degli animali stessi.
Sulla base di questi dati è necessario e urgente adottare da subito
un’azione di massimo contrasto nei confronti del commercio illegale,
anche per le conseguenze di questa pratica sul fronte
igienico-sanitario e fiscale, sul controllo di lecita detenzione e
commercio di specie protette, trattandosi spesso di esemplari
appartenenti alla lista di animali pericolosi. Sarebbe quindi
auspicabile un atto normativo che imponesse a coloro che fanno
annunci su Internet, l’obbligo di partita IVA o di codice fiscale.
Andrebbe poi definito un criterio certo per tutti gli animali, per
distinguere tra allevamento amatoriale e allevamento a scopo di
lucro, così come avviene per cani e gatti.
Ad esempio i limiti imposti dalla Regione Emilia Romagna sono 3
fattrici e 10 cuccioli.
Questi criteri sono uno strumento indispensabile per contrastare
l’abusivismo e l’evasione fiscale.
Non è ammissibile che chi detiene e alleva 10 coppie di una specie,
sia paragonato a colui che alleva 100 coppie e si avvale della
clausola di non lucro, in quanto sostiene di non commerciare.
Molte Regioni italiane sono inadempienti nel recepire l’accordo
Stato-Regioni del 2003 sul benessere animale. Un esempio
collaudatissimo è la Legge n. 5 del 2005 della Regione Emilia
Romagna. Questa legge è stata fortemente voluta e, con alcune
riserve, apprezzata dalla categoria. Gli operatori hanno investito
anche economicamente per adeguarsi a queste norme, frequentando
corsi formativi e rinnovando i locali per rispettare le nuove
disposizioni.
Oggi però gli operatori dell’Emilia Romagna sono titolari di veri
centri specializzati.
In conclusione AISAD chiede lo snellimento delle pratiche
burocratiche garantendo comunque il rispetto delle normative e la
tracciabilità degli animali commerciati. Per noi la tracciabilità si
articola su tre livelli: igienico-sanitario, fiscale, documentale.
L’introduzione del marcaggio porterebbe ad un livello superiore di
garanzia e trasparenza, riducendo i tempi morti per gli adempimenti
burocratici cartacei.
Infine da ricordare anche la battaglia che AISAD conduce da molto
tempo per la riduzione dell’aliquota IVA dal 20% al 10% sugli
alimenti per gli animali da compagnia.
L’Italia si adeguerebbe così agli altri Paesi europei, con un
segnale forte verso i possessori di animali, che già oggi usano
prodotti specifici e alimenti dietetici, che ovviamente non possono
essere definiti beni di lusso.
Grazie per l’attenzione.
Quadro Normativo
Relazione della
Dott.ssa Valeria Fedele
AGI
Animali: Confesercenti, 1 famiglia su tre ne possiede uno o più
Roma, 30 novembre – Una famiglia italiana su tre possiede uno o più
cani, la stessa percentuale ha in casa uno o più gatti, il 19% ha un
acquario, l’11% ha uno o più volatili, il 10% possiede piccoli
animali.
Ma da dove vengono questi animali, quali sono i canali distributivi
più utilizzati e più affidabili? E cosa prevede la normativa per
garantire la tutela degli animali venduti ed evitare spiacevoli
sorprese ali acquirenti? E’ una normativa adeguata? E’ rispettata? A
queste domande ha ricercato di rispondere l’Aisad-Confesercenti,
l’Associazione italiana imprese settore animali domestici, nel corso
del Convegno nazionale che si è svolto oggi a Roma durante il quale
è stata presentata la ricerca realizzata dalla SWG di Trieste su
“Canali e modalità d’acquisto degli animali domestici da compagnia”.
Comperare e/o adottare un cucciolo? Il commercio degli animali
domestici non ha eccezione rispetto alle tendente e alle abitudini
di acquisto del consumatore contemporaneo, sempre più motivato
dall’esperienza e dall’emozione dell’acquisto e sempre più alla
ricerca di informazioni che orientino le proprie spese.
Da quanto rilevato dalla ricerca, l’animali domestico si trova
ancora in un limbo nel suo percorso per diventare prodotto – limbo
che il cane sta per attraversare e che è già stato attraversato dai
piccoli animali. Ma in questo guado non si è ancora risolta da
dicotomia tra vendita e scambio/dono quale strumento per procurarsi
gli animali: infatti, la forte componente affettiva che guida la
scelta di avare con sé quotidianamente un animale lascia ancora
ampio spazio all’adozione e all’immaginario di fragilità legato al
“cucciolo abbandonato” che ognuno di noi probabilmente porta con sé
da quando era bambino.
In questo contesto è chiaro che l’acquisto del cane, non può che
avvenire attraverso un canale che consenta comunque di stabilire una
relazione con l’animale prima di acquistarlo: in un certo senso a
chi compra deve rimanere la sensazione dell’adozione, anche se a
fronte di un corrispettivo in denaro.
Quanto detto finora rende di per sé evidente che le forme di vendita
indirette (ondine o attraverso altri mezzi di comunicazione) sono
accettabili se oltre a queste è presente un luogo fisico cui fare
riferimento. Ma attenzione: questo può dipendere dal fatto che
l’equazione animale domestico=merce non si pone in questi termini,
per cui sfugge ai proprietari di animali la rilevanza di alcuni
requisiti del canale di vendita che per altri acquisti sarebbero
centrali (la possibilità di rendere l’acquisto entro i termini di
legge previsti, la presenza di una rete di assistenza, o più
semplicemente un luogo cui rivolgersi per informazioni e reclami).
Il ruolo di internet quale canale di vendita è ad oggi abbastanza
marginale, anche se non inesistente; il dato va in parallelo con la
diffidenza che gli italiani mostrano verso la Rete in generale per
quanto riguarda gli acquisti. Già oggi però internet è un canale
informativo insostituibile anche rispetto all’acquisto di animali
domestici: il suo ruolo è pertanto destinato a diventare sempre più
rilevante.
Gli amanti degli animali da compagnia: sono più donne che uomini;
hanno meno di 54 anni; hanno un titolo di studio medio-alto.
I dati, considerati nell’insieme, rivelano che anche il possesso di
animali da compagnie è in qualche modo legato alle condizioni
economiche: gli anziani e i pensionati, infatti, hanno meno animali
domestici in casa. Il dato può sorprendere, poiché si potrebbe
presumere che quella fascia di popolazione sia più attratta dagli
animali domestici per ragioni affettive e di solitudine; tuttavia.
Va considerato che sono necessarie anche determinate condizioni
abitative e (quindi) di reddito per potersi permettere questo tipo
di compagnia, condizioni spesso precluse ad anziani e pensionati.
ANSA
Una famiglia su tre possiede cane o gatto
Nelle case degli italiani gli animali non sono certo una presenza
rara: una famiglia su 3, infatti, possiede almeno un cane o un
gatto. Sono alcuni dei dati di un sondaggio AISAD-Confesercenti-SWG
sulle scelte delle famiglie italiane che intendono aprire la loro
casa ad un animale domestico da compagnia, presentati questa mattina
nel corso di un convegno Nazionale dell’Aisad-Confesercenti, l’Associaizone
italiana imprese settore animali domestici.
Dalla ricerca emerge che gli amanti degli animali da compagnia sono
più donne che uomini, hanno in prevalenza meno di 54 anni (i
possessori di cani hanno più spesso tre i 24 e i 44 anni e sono in
maggior parte lavoratori autonomi) e hanno un titolo di studio
medio-alto. I dati, in sostanza, considerati nell’insieme rivelano
che il possesso di animali da compagnia è in qualche modo legato
alle condizioni economiche: gli anziani e i pensionati, infatti,
hanno meno animali domestici in casa.
Riguardo invece al canale d’acquisto, il negozio specializzato è il
tramite privilegiato per i piccoli animali (73%), anche se la
formula del dono vale in circa 1 caso su 5. Ma se il gatto è ancora
un animale da regalare (43%), il miglior amico dell’uomo arriva a
casa del padrone per canali differenziati: circa 1/3 viene regalato,
mentre circa 1 volta su 5 viene acquistato da un allevatore oppure
acquistato da un negozio oppure adottato (da randagio o da un
canile). Il commercio online, invece, appare abbastanza limitato,
probabilmente perché la Rete è utilizzato più come strumento
informativo che come canale di acquisto. |