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Sequestrate
oltre 100 testuggini appartenenti a specie mediterranee protette
le quali venivano catturate dal loro habitat in Italia e vendute
su internet alimentando un giro d'affari di centinaia di
migliaia di euro l'anno
Cagliari, 27
maggio 2010 - Oltre 100 tartarughe rare rinchiuse senz'aria
dentro pacchi postali e spedite come oggetti sono state
sequestrate nell'ambito di una complessa indagine condotta dalla
Sezione Investigativa del Servizio CITES del Corpo forestale
dello Stato e dal Corpo forestale di Vigilanza Ambientale della
Regione Sardegna con il coordinamento della Procura della
Repubblica di Tempio Pausania.
Gli animali, gravemente maltrattati, viaggiavano segregati in
pacchi asfittici, immobilizzati con zampe e code avvolte con
nastro adesivo da imballaggio per arrivare a destinazione senza
problemi.
L'operazione è partita dal sequestro di due pacchi postali
presso la dogana di Santa Teresa di Gallura che contenevano
oltre una dozzina di tartarughe mediterranee appartenenti a
varie specie tutelate dalla Convenzione di Washington.
È scattata quindi un'attività di intelligence che ha portato
all'esecuzione di perquisizioni domiciliari in diverse città
italiane come Palermo, Benevento, Siena e Como e al sequestro di
altri esemplari.
Quello che ne è emerso è un vasto traffico commerciale che,
servendosi anche della rete internet, riesce a fruttare
centinaia di migliaia di euro l'anno. Un vero proprio e-commerce
illegale di animali e piante che, sfuggendo facilmente ai
controlli, trascura aspetti fondamentali come l'osservanza del
benessere animale, delle norme veterinarie e sanitarie e ignora
il divieto di commercio di specie in via d'estinzione.
Tra le tartarughe sequestrate, oltre alla Testuggine greca e a
alla Testuggine di Hermann, anche esemplari della rara
Testuggine marginata (Testudo marginata), presente quasi
esclusivamente in Sardegna, la quale può raggiungere ad esempio
sul mercato illecito quotazioni di 1.000 euro in Germania e
addirittura di 5.000 euro in Giappone.
Il cerchio delle indagini va stringendosi attorno ai primi
responsabili individuati ma si ipotizza l'esistenza di un vero e
proprio clan dedito all'attività criminosa, una banda che
avrebbe impoverito il patrimonio faunistico della Sardegna
depredandolo di centinaia di esemplari protetti. Gli indagati
dovranno rispondere di gravi maltrattamenti inflitti agli
animali e di violazioni delle norme dettate dalla Convenzione di
Washington, a tutela delle specie minacciate di estinzione.
Le tartarughe terrestri mediterranee, insieme ad alcune specie
di rapaci, anfibi e rettili, sono vittime dell'azione criminosa
dell'uomo che, prelevandole indiscriminatamente dai propri
habitat, ne provocano l'estinzione oltre a causare una grave
perdita di biodiversità.
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