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Si comunica che il
Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e
la Federazione nazionale degli Ordini dei medici veterinari
italiani, in collaborazione con le principali Associazioni
culturali di medicina veterinaria comportamentale e con il mondo
accademico, hanno predisposto un modello per l’impostazione e
l’organizzazione del "percorso formativo" per i proprietari di
cani.
Si tratta del programma di formazione previsto dall’art. 1,
comma 4, dell’Ordinanza del 3 marzo 2009, con la finalità di
facilitare un corretto rapporto e un pacifica convivenza con tra
cani e padroni.
Il decreto, firmato in data 6 ottobre 2009 dal Sottosegretario
di Stato On.le Francesca Martini, ha stabilito i criteri e le
linee guida per la programmazione dei corsi previsti dall'art.
1, comma 4, dell’Ordinanza, al fine di rendere più uniforme
possibile l’attività formativa sul territorio nazionale.
Il percorso formativo ha lo scopo di facilitare la corretta
informazione dei proprietari e detentori di cani e prevede il
rilascio al termine del corso di una specifica attestazione
denominata “patentino” da parte dei Comuni congiuntamente con i
Servizi Veterinari delle Aziende sanitarie locali.
La partecipazione ai percorsi formativi è su base volontaria per
tutti i proprietari di cani o coloro che intendano diventarlo;
la partecipazione al corso è invece obbligatoria per i
proprietari di quegli esemplari che sono stati dichiarati ad
elevato rischio di aggressività.
Spetta al medico veterinario libero professionista il compito di
informare i proprietari di cani sulla disponibilità dei percorsi
formativi e di segnalare ai Servizi Veterinari della ASL la
presenza, tra i suoi assistiti, di cani che richiedono una
valutazione comportamentale e per i quali ritiene opportuno che
i corsi siano obbligatori.
L’AISAD condivide l’iniziativa del Ministero, in quanto ritiene
che la maggior parte dei problemi relativi alla detenzione di
animali domestici - abbandoni, randagismo e aggressioni - sia
strettamente collegata alle modalità con le quali gli animali
entrano a far parte delle famiglie italiane.
Spesso i proprietari di cani non hanno la consapevolezza
dell’impegno che li attende e non conoscono né le
caratteristiche dell’esemplare che si portano a casa, né le più
elementari regole per educare e gestire l’animale.
Inoltre, non sempre chi entra in possesso di un cane lo fa
intenzionalmente e con la dovuta preparazione, poiché spesso gli
animali domestici vengono regalati, oppure entrano nelle nostre
famiglie a seguito di un salvataggio in strada.
Da una recente indagine è risultato, infatti, che solo il 9%
degli animali domestici viene acquistato presso un pet shop
autorizzato, in grado di fornire le necessarie indicazione sulle
modalità per allevare ed educare l’esemplare in tutta sicurezza,
nel rispetto delle sue caratteristiche fisiche, comportamentali
ed etologiche.
Moltissimi sono invece gli esemplari che transitano attraverso
il mercato nero, modalità che non dà alcuna garanzia né in
termini di tutela della salute né in termini di assistenza al
nuovo proprietario.
Le gravi problematiche che affliggono il settore sono inoltre
aggravate dalle mancanza, in quasi tutte le regioni italiane, di
una normativa idonea a garantire il benessere degli animali e la
sicurezza pubblica; com’è noto, infatti, soltanto l’Emilia
Romagna ha dato attuazione all’Accordo Stato-Regioni del 2003 in
materia di benessere animale, dotandosi di una legge regionale (
L.R. 5/2005) che disciplina dettagliatamente la materia.
Tutto ciò considerato, l’AISAD ritiene ed auspica che il
progetto del Ministero sia portato avanti con la collaborazione
di tutti i soggetti interessati, al fine di raggiungere i
risultati sperati assicurando il benessere degli animali
domestici presenti nelle nostre case e garantendo al contempo un
livello massimo di sicurezza pubblica.
L’AISAD, come sempre, è disponibile a collaborare con le
Istituzioni ed auspica di essere coinvolta sempre più spesso
come componente utile ed attiva per il raggiungimento degli
obiettivi comuni.
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